Ciclo Spettacoli Classici al Teatro Olimpico

Il titolo della nuova edizione è ispirato al tema della Giustizia e alle molteplici incarnazioni della Nemesi nel mito; ma è il sottotitolo (Ogni viso avrà diritto alle carezze), mutuato da un celebre verso di Paul Eluard, a mitigare l’angoscioso presentimento e a ribaltare il ruolo della dea, capace di prendere la vendetta e farla diventare riscatto. Le carezze dicono infatti il desiderio, ricompensato, di tenerezza e il suo proiettarsi, dopo tanta sofferenza, alla ricerca di visioni altre (Sorelle di Speranza, come la raccolta in versi del poeta francese a cui il titolo dei Classici rimanda); visioni non banalmente consolatorie, ma portatrici di nuove energie e prospettive di ripresa, nel segno forte della giovinezza e dell’eterno femminino: Nemesi, Giustizia, Carezza, Giovinezza, Speranza. Come Vicenza. Ogni nome è un nome di donna.
Saranno sette le produzioni presentate nel Ciclo dei Classici, di cui cinque in prima assoluta, con titoli della tragedia, assenti da molti anni dal palcoscenico olimpico, come Fedra o Ester, ma anche rivisitazioni irreverenti del mito come Eracle o le Sirene, con una celebrazione di Stravinskij, a cinquant’anni dalla scomparsa del compositore con la sua l’Histoire du Soldat, che inaugurerà il Festival, rivisitata da Giancarlo Marinelli, con un cast inedito di interpreti. Altre digressioni musicali e una serie di approfondimenti sui grandi temi a cui le drammaturgie rimandano, andranno ad arricchire la programmazione olimpica numero 74.

Nemesi. Ogni viso avrà diritto alle carezze

Dettagli

Date

Dal: 23/09/2021 Al: 26/09/2021
Dal: 28/09/2021 Al: 03/10/2021
Dal: 08/10/2021 Al: 10/10/2021
Dal: 13/10/2021 Al: 17/10/2021
Dal: 22/10/2021 Al: 23/10/2021

Location

Teatro Olimpico

Indirizzo

Piazza Matteotti 11

Comune

Vicenza

Provincia

VI

Email

teatrolimpico@comune.vicenza.it

Teatro correlato

Teatri

Teatro Olimpico

Attorno al 1580 l'Accademia Olimpica di Vicenza, circolo culturale aristocratico  nato qualche decennio prima dalla fusione di Vari analoghi organismi cittadini, diede incarico ad Andrea Palladio, architetto illustre nonch accademico, di progettare uno spazio teatrale per rappresentazioni e cerimonie da edificarsi nell'antica area del Castello del Territorio, all'estremit est della zona storica della citt.Il progetto doveva programmaticamente ispirarsi al modello di teatro "all'antica",  sulla scia della riscoperta rinascimentale degli studi di Vitruvio, e nel contempo   fungere da luogo autocelebrativo per l'aristocrazia Vicentina, ispirandosi agli   stessi ideali classiciVagheggiati dai componenti dell'Accademia.Il Palladio complet il progetto del Teatro ma non fece in tempo a portarne a termine la realizzazione, che fu affidata all'architetto Vicentino Vincenzo Scamozzi: questi Vi aggiunse le scenografie per lo spettacolo inaugurale (quelle Visibili ancora oggi) e le adiacenti sale dell'Odo e dell'Antiodo.Capolavoro e opera estrema di Andrea Palladio, cui fu commissionato nel febbraio 1580 dall'Accademia Olimpica, sodalizio di composita estrazione sociale costituitosi a Vicenza nel 1555 con finalit culturali e scientifiche, di cui lo stesso Palladio era socio. La costruzione fu iniziata nel maggio 1580, ma Palladio non ne vide la realizzazione, per l'improvviso sopraggiungere della morte, il 25 agosto dello stesso anno. L'Olimpico, dopo varie e complesse vicende, fu completato cinque anni pi tardi e venne solennemente inaugurato il 3 marzo 1585 con la memorabile messa in scena dell'Edipo Tiranno di Sofocle.Al Teatro si giunge attraverso l'Odeo e antiodeo, due ampie sale realizzate da Vincenzo Scamozzi e decorate rispettivamente da affreschi di Francesco Maffei raffiguranti divinit e figure allegoriche (1637 ca) e da un fregio monocromo di rilevante interesse documentario (1595 ca), riproducente allestimenti teatrali curati dall'Accademia prima della costruzione dell'Olimpico (Amor costante, Sofonisba) e spettacoli o manifestazioni ospitate all'interno del nuovo teatro (Edipo Re, ambasceria dei legati giapponesi).All'interno di uno spazio chiuso che vuole simulare l'ambientazione all'aperto dei teatri classici, Palladio dispone una monumentale scenafronte fiancheggiata da due ali o versure e una cavea semiellittica di tredici gradoni, conclusa alla sommit da un'esedra a colonne, in parte aperta in parte a nicchie entro muro. Nei tabernacoli e sui plinti della struttura architettonica sono collocate le statue degli Accademici committenti del Teatro, abbigliati all'antica. Nell'ordine pi alto una serie di splendidi bassorilievi raffiguranti Storie di Ercole, di Ruggero Bascap Al di l delle tre aperture della scenafronte si staccano le prospettive lignee raffiguranti le vie di Tebe, realizzate da Vincenzo Scamozzi per lo spettacolo inaugurale dell'Edipo Tiranno e divenute fisse e immutabili nel tempo. (...)