Vicenza Opera Festival

Terza edizione del festival ideato dal maestro Iván Fischer

Dopo gli strepitosi successi ottenuti con l’edizione d’esordio (Falstaff di Verdi) e, l’anno scorso, con l’Orfeo di Monteverdi, nel 2020 Vicenza Opera Festival mette momentaneamente da parte il repertorio operistico vero e proprio per dare “voce” alla Budapest Festival Orchestra e ad un cast di sette straordinari cantanti per due grandi eventi al Teatro Olimpico di Vicenza arricchiti da una serie di incontri musicali in scuole e case di riposo. Alla “regia” di questa edizione, che abbiamo sottotitolato “l’Orchestra, le Voci” c’è il maestro Iván Fischer.

La prima serata, domenica 25 ottobre, è tutta dedicata ai compositori tedeschi. Nella prima parte viene eseguita la sinfonia n. 104, comunemente nota come “London”, che fu composta per il pubblico della capitale britannica su sollecitazione del violinista Solomon. In molti dicono che la “London” segnò un punto di non ritorno dello stile sinfonico e che: “nulla, dopo, sarebbe stato più come prima”. Nella seconda viene proposta l’ “Aria di Ariadne” e l’ultima scena dell’opera “Ariadne auf Naxos” di Richard Strauss, lavoro a cui il compositore tedesco dedicò lungo tempo.
La seconda serata, lunedì 26 ottobre, è tutta dedicata a Madre Natura. Nella prima parte c’è un omaggio a Beethoven, nei 250 anni dalla nascita, con la Sinfonia n. 6 “Pastorale”. Nella seconda viene proposto il celeberrimo “Canto della Terra” di Mahler, composizione per voci soliste e orchestra tradizionalmente considerata una sinfonia vera e propria.




Dettagli

Date

Dal: 25/10/2020 Al: 26/10/2020

Location

Teatro Olimpico

Indirizzo

Piazza Matteotti 11

Comune

Vicenza

Provincia

VI

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Teatri

Teatro Olimpico

Attorno al 1580 l'Accademia Olimpica di Vicenza, circolo culturale aristocratico  nato qualche decennio prima dalla fusione di Vari analoghi organismi cittadini, diede incarico ad Andrea Palladio, architetto illustre nonch accademico, di progettare uno spazio teatrale per rappresentazioni e cerimonie da edificarsi nell'antica area del Castello del Territorio, all'estremit est della zona storica della citt.Il progetto doveva programmaticamente ispirarsi al modello di teatro "all'antica",  sulla scia della riscoperta rinascimentale degli studi di Vitruvio, e nel contempo   fungere da luogo autocelebrativo per l'aristocrazia Vicentina, ispirandosi agli   stessi ideali classiciVagheggiati dai componenti dell'Accademia.Il Palladio complet il progetto del Teatro ma non fece in tempo a portarne a termine la realizzazione, che fu affidata all'architetto Vicentino Vincenzo Scamozzi: questi Vi aggiunse le scenografie per lo spettacolo inaugurale (quelle Visibili ancora oggi) e le adiacenti sale dell'Odo e dell'Antiodo.Capolavoro e opera estrema di Andrea Palladio, cui fu commissionato nel febbraio 1580 dall'Accademia Olimpica, sodalizio di composita estrazione sociale costituitosi a Vicenza nel 1555 con finalit culturali e scientifiche, di cui lo stesso Palladio era socio. La costruzione fu iniziata nel maggio 1580, ma Palladio non ne vide la realizzazione, per l'improvviso sopraggiungere della morte, il 25 agosto dello stesso anno. L'Olimpico, dopo varie e complesse vicende, fu completato cinque anni pi tardi e venne solennemente inaugurato il 3 marzo 1585 con la memorabile messa in scena dell'Edipo Tiranno di Sofocle.Al Teatro si giunge attraverso l'Odeo e antiodeo, due ampie sale realizzate da Vincenzo Scamozzi e decorate rispettivamente da affreschi di Francesco Maffei raffiguranti divinit e figure allegoriche (1637 ca) e da un fregio monocromo di rilevante interesse documentario (1595 ca), riproducente allestimenti teatrali curati dall'Accademia prima della costruzione dell'Olimpico (Amor costante, Sofonisba) e spettacoli o manifestazioni ospitate all'interno del nuovo teatro (Edipo Re, ambasceria dei legati giapponesi).All'interno di uno spazio chiuso che vuole simulare l'ambientazione all'aperto dei teatri classici, Palladio dispone una monumentale scenafronte fiancheggiata da due ali o versure e una cavea semiellittica di tredici gradoni, conclusa alla sommit da un'esedra a colonne, in parte aperta in parte a nicchie entro muro. Nei tabernacoli e sui plinti della struttura architettonica sono collocate le statue degli Accademici committenti del Teatro, abbigliati all'antica. Nell'ordine pi alto una serie di splendidi bassorilievi raffiguranti Storie di Ercole, di Ruggero Bascap Al di l delle tre aperture della scenafronte si staccano le prospettive lignee raffiguranti le vie di Tebe, realizzate da Vincenzo Scamozzi per lo spettacolo inaugurale dell'Edipo Tiranno e divenute fisse e immutabili nel tempo. (...)