Estate Teatrale Veronese

Dal 22 giugno al 15 settembre è in programma la 74ª Estate Teatrale Veronese, con grandi protagonisti della scena nazionale ed internazionale.

Le sezioni in cui si articola l’edizione sono come di consueto tre: prosa, danza e musica suddivise in 54 serate durante le quali verranno presentate 17 prime nazionali, realizzate proprio per il festival scaligero.
Eleonora Abbagnato, Marco Paolini, Alessandro Preziosi, i Momix, il Teatro di Siracusa e i Kings of Convenience sono solo alcuni dei grandi nomi che l’Estate Teatrale porta a Verona.

Per la prosa, la programmazione dedicata al teatro sarà suddivisa in due sezioni, il Festival Shakespeariano e Settembre Classico.

Per la prima volta anche la danza sarà nel segno di Shakespeare. Eleonora Abbagnato sarà protagonista assieme alla figlia di una serata ideata appositamente per il festival.

Nella sezione musicale, numerosi gli appuntamenti con il jazz, ma non mancherà anche una sezione speciale dedicata a sonorità diverse e sperimentali.

Al Teatro Romano, sede storica del festival, si affiancheranno quest’anno tre nuove location: Forte Gisella, il teatro Camploy e la Terrazza di Giulietta.

Teatro, danza e musica.

Dettagli

Date

Dal: 22/06/2022 Al: 23/06/2022
Dal: 26/06/2022 Al: 27/06/2022
Dal: 01/07/2022 Al: 04/07/2022
Dal: 07/07/2022 Al: 08/07/2022
Il: 11/07/2022
Dal: 15/07/2022 Al: 16/07/2022
Dal: 19/07/2022 Al: 23/07/2022
Dal: 25/07/2022 Al: 26/07/2022
Dal: 04/08/2022 Al: 09/08/2022
Dal: 11/08/2022 Al: 18/08/2022
Dal: 22/08/2022 Al: 28/08/2022
Dal: 01/09/2022 Al: 03/09/2022
Dal: 14/09/2022 Al: 15/09/2022

Location

Teatro Romano e altre tre location

Indirizzo

Regaste Redentore, 2

Comune

Verona

Provincia

VR

Email

museoarcheologico@comune.verona.it

Teatro correlato

Teatri

Teatro Romano

Recuperato nella seconda metà dell'ottocento, l'antico Teatro Romano di Verona risale al I secolo a.C. E' situato ai piedi del colle di San Pietro, nella parte settentrionale della città antica, ed ogni estate ospita un importante festival dedicato al teatro shakesperiano, figlio dell'immortale amore di Giulietta e Romeo Un secolo prima della nascita di Cristo, Verona era un'importante colonia romana vicina al confini italiani. Una città in cui convergevano tre strade consolari, con un ruolo chiave nel sistema viario e commerciale. L'urbe era raccolta dentro l'ansa dell'Adige mentre il teatro cittadino era sulla riva sinistra del fiume, dove costituiva una splendida conclusione monumentale del reticolato urbano. Durante il medioevo esso fu danneggiato da inondazioni e terremoti, ed infine sepolto da case e conventi, costruiti riciclandone le antiche mura. Gli scavi per recuperarlo iniziarono nell'ottocento con l'opera di Andrea Monga, un commerciante che acquisì e fece demolire gli edifici sovrastanti, e sono proseguiti sino al 1970 con la scoperta della galleria sotto il proscenio, ma è quasi un secolo che la zona è tornata ad essere un fulcro della vita culturale di Verona. Fin dal 1924 il Museo Archeologico ha qui la propria sede e dal 1948 le sue gradinate ospitano in estate un importante festival shakesperiano, figlio dell'immortale amore di Giulietta e Romeo. Nonostante la maestria dei lavori per il suo recupero e gli sforzi profusi, lo splendido teatro oggi fruibile non esprime tutta l'originaria grandiosità della costruzione che, VISTA FRONTALMENTE SI PRESENTAVA COME UN EDIFICIO CHIUSO ma privo del tetto, separato dal fiume attraverso un imponente muraglione che eguagliava in altezza l'insieme delle gradinate destinate agli spettatori. Un muraglione costruito utilizzando blocchetti di tufo ricavati dal colle stesso, i cui resti sono visibili dietro gli archi lapidei posizionati ai piedi del teatro. Come tutti i teatri romani dell'epoca aveva una cavea (gradinata) semicircolare a gradoni ed un palcoscenico chiuso da un grande fondale in muratura; fondale che durante gli spettacoli costituiva uno spezzone di città, con case e porte da cui uscivano gli attori. Tra la gradinata e il palcoscenico era sistemato il piano dell'orchestra (l'attuale platea) destinato ad accogliere i personaggi più autorevoli dell'epoca. Aveva una larghezza di circa centocinquanta metri, una profondità di centodieci ed una altezza di settanta. Per costruirlo venne adattato l'intero fronte del colle, scavando un semicerchio a cono capovolto nella collina per ricavare le due gradinate: la cavea bassa e la cavea alta. La cavea bassa è quella meglio conservata; aveva venticinque gradoni in pietra bianca, di cui ventitre sono ancor oggi utilizzati. La cavea alta, che in epoca romana contava una decina di gradoni, non è stata ricostruita ma solo delineata attraverso un terrapieno. La gradinata terminava con due gallerie sovrapposte da cui si accedeva a tre successive terrazze lunghe oltre 120 metri, che si aprivano sopra il teatro. In epoca romana LA SOMMITA' DEL COLLE ERA OCCUPATA DA UN TEMPIO sul quale furono via via edificate una chiesa paleocristiana dedicata a San Pietro, un grande castello medioevale ed infine l'attuale caserma austriaca. A rendere ancora più suggestiva la scena contribuiscono due edifici che, sovrappostisi nei secoli alle strutture del teatro, sono sopravvissuti agli scavi per il suo recupero: il Convento di San Girolamo e la Chiesa dei Santi Siro e Libera. Il convento, che oggi ospita le ricche collezioni del Museo Archeologico di Verona è aggrappato alla parete della collina e occupa quella che un tempo era la prima terrazza del teatro; la chiesa domina il lato orientale delle gradinate ed ospita al suo interno il sepolcro del famoso pittore Giambettino Cignaroli. (...)