Teatro Sociale di Rovigo. Stagione Teatrale

Lirica, prosa, danza, concerti e teatro ragazzi.



Apertura botteghino Lirica-Concertistica-OperaGiovani-Jazz-Teatro Ragazzi: 12 ottobre 2021
12 e 13 ottobre riservato agli abbonati Lirica 2019/2020 per scelta del posto a pianta libera.
14 ottobre per tutti gli altri utenti.

Apertura Botteghino Prosa-Danza: 2 novembre 2021
2 e 3 novembre riservato agli abbonati prosa e danza 2019/2020 per scelta del posto a pianta libera.
4 novembre per tutti gli altri utenti.


Il Teatro Sociale di Rovigo riapre le porte con una Stagione ambiziosa e un ricco cartellone dove i grandi nomi e le prime assolute sono il punto di forza della programmazione firmata dal direttore artistico, Luigi Puxeddu. Ad inaugurare l'attesa stagione sarà venerdì 12 novembre alle 20.30, La Traviata di Giuseppe Verdi.

La grande tradizione del Sociale si sposa con quello che negli anni è stato uno dei suoi fiori all'occhiello, ovvero la creazione di nuove opere, segno di una visione di ampio respiro. A tal proposito entrano in cartellone Pinocchio e Flatlandia, produzioni realizzate in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze di Rovigo, con il debutto di nuovi giovani musicisti e protagonisti del palcoscenico.

Alla lirica si aggiungono interessanti spettacoli dedicati inoltre alla musica jazz, alla danza contemporanea e al teatro di prosa, con la partecipazione di nomi noti quali Daniele Pecci, Amanda Sandrelli, Ale & Franz.
Molti sono infine gli appuntamenti del teatro ragazzi riservati a studenti e famiglie, cui si aggiungono le visite guidate e i laboratori per le scuole mirati alla scoperta dell’affascinante mondo del teatro.



Dettagli

Date

Dal: 12/11/2021 Al: 08/05/2022

Location

Teatro Sociale

Indirizzo

P.zza Garibaldi, 14

Comune

Rovigo

Provincia

RO

Email

teatrosociale.botteghino@comune.rovigo.it

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Teatri

Teatro Sociale di Rovigo

Il Teatro Sociale venne eretto fra il 1817 ed il 1819, rispecchiando la convinzione dell'epoca che considerava il melodramma come il genere di spettacolo meritevole della massima considerazione. All'epoca della costruzione del Teatro Sociale, in questo genere di spettacolo, Rovigo aveva già una tradizione più che secolare. Il primo documento di un melodramma allestito a Rovigo risale al 1683: lo spettacolo fu ospitato nella sala della Loggia dei Notai, visto che il primo teatro in città venne edificato, per iniziativa di Celio Campagnella, nel 1694. A dispetto della relativa scarsità di popolazione e della oggettiva scarsità di ricchezza, il melodramma a Rovigo dovette incontrare un notevole favore, se presto in città divennero normali tre stagioni d'opera all'anno, la più importante delle quali si teneva in autunno, in coincidenza con la fiera. Pochi anni dopo il Campagnella, fu costruito dai Manfredini un altro teatro più grande, passato poi ai Venezze e successivamente ai Roncale, il quale rimase attivo fino all'inizio del XIX sec., quando, risultando ormai insufficiente per il costante incremento di pubblico, fu deciso di costruire un terzo e più grande teatro. Nel 1816 venne costituita la Società del Teatro che, nel luogo dove fino al 1809 sorgeva il piccolo convento di S. Maria dei Battuti demolito in seguito alla soppressione napoleonica, individuò l'area più adatta alla costruzione di un nuovo teatro. Il teatro si sarebbe trovato ubicato su una piazza, in quanto anche la chiesa di S. Giustina era stata abbattuta. Per il progetto la Società del Teatro si rivolse a Sante Baseggio. L'ingegnere rodigino vantava una certa esperienza nello specifico campo della progettazione teatrale, avendo restaurato il Teatro Roncale e partecipato al concorso per la Fenice di Venezia con un progetto che, pur non risultando vincitore, era stato tra i più apprezzati. Baseggio elaborò un primo progetto che fra l'altro prevedeva due aperture ad arco ai lati del portico centrale, aperture destinate all'accesso delle carrozze. Ma parve più opportuno recuperare quegli spazi esterni ai servizi interni del teatro: fu quella la variante più significativa del secondo progetto rispetto al primo, ma anche numerosi dettagli vennero rivisti, conferendo all'insieme una maggiore vivacità complessiva. Il Teatro della Società, questo il nome originale, aprì al pubblico, in senso assoluto, la sera del 3 marzo del 1819 con "L'ombra di Fetonte, ossia l'omaggio della riconoscenza rodigina" di Sante Campioni, in occasione della visita a Rovigo dell'Imperatore Francesco I d'Asburgo. L'inaugurazione ufficiale si tenne il 26 aprile 1819, all'avvio della prima stagione, con la rappresentazione "Adelaide di Borgogna", appositamente composta da Pietro Generali, il musicista italiano allora considerato secondo solo a Rossini, ed interpretata da tre dei più famosi cantanti del momento, Violante Camporesi, Claudio Bonoldi e Giuseppe Fioravanti. Il Teatro venne restaurato per la prima volta nel 1858, sotto la presidenza del cav. Antonio Gobbatti; i lavori riguardarono l'intero edificio, il palcoscenico, le decorazioni della sala, il riscaldamento e l'introduzione dell'illuminazione a gas. Ma quello che vediamo oggi e che, illuminato a giorno, fa bella mostra di sè durante le stagioni liriche e di prosa, nobilitando la già bella Piazza Garibaldi, non è propriamente il Teatro costruito da Sante Baseggio. Un incendio, infatti, distrusse nella notte tra il 21 e 22 gennaio 1902 la bella sala del Baseggio, costruita prevalentemente di legno per le esigenze dell'acustica, e ciò che ne rimane sono solo la facciata ed il ridotto. Il Teatro venne ricostruito in due anni. Il progetto, fornito dall'ingegnere padovano Daniele Donghi, mantenne la parte anteriore del precedente edificio, rimasta praticamente indenne, con la bella facciata neoclassica ed il fastoso foyer decorato con gradevoli pitture. Per la sala l'architetto sperimentò, fra i primi, l'uso del cemento armato per una destinazione così particolare; il risultato, dal punto di vista dell'acustica, fu senz'altro felice. Grazie alla decorazione del padovano Giovanni Vianello, semplice, elegante ed ottenuta principalmente con mezzi pittorici, il teatro rodigino è tra i primi del Veneto ad adottare i nuovi canoni dello stile liberty. Il nuovo Teatro Sociale fu inaugurato da Pietro Mascagni, che vi diresse la propria "Iris" il 12 ottobre 1904 . Ripresa dunque l'attività, il Teatro di Rovigo seppe tenere alto il prestigio conquistato, pur affrontando momenti di grave crisi. La scarsità delle risorse finanziarie impedì, in genere, di scritturare interpreti affermati, impegnando gli organizzatori ad individuare giovani sicuramente promettenti; per questi motivi il Sociale può vantare di aver tenuto a battesimo due dei maggiori cantanti del nostro secolo: Beniamino Gigli e Renata Tebaldi. Nel corso degli anni l'evoluzione delle esigenze culturali rese sempre più impegnativo l'allestimento degli spettacoli, cosicché solo l'intervento pubblico poté garantire realizzazioni dignitose. Per questo il Teatro Sociale, inserito nel ristretto novero dei "Teatri lirici di tradizione" nel 1967, fu, alla fine, rilevato dall'Amministrazione Comunale che dal 1964 ad oggi, oltre a curarne il radicale restauro, provvede alla sua gestione diretta affidata all'Assessorato alla Cultura e Spettacolo. Oggi, oltre alla stagione lirica e di balletto, il Sociale ospita un'affermata e seguitissima stagione di prosa, una stagione concertistica e numerose altre iniziative di spettacolo rivolte anche a favore dei giovani. La collaborazione con consulenti di provata esperienza e di grande conoscenza dei singoli generi di spettacolo garantisce da sempre la qualità degli spettacoli sotto il profilo artistico.Si possono effettuare visite guidate al Teatro Sociale di Rovigo dal lunedì al venerdì  concordando modalità e orari con l'ufficio promozione e immagine.Per prenotazioni: e mail milena.dolcetto@comune.rovigo.it (...)