FAQ - Bando MAB: Musei Archivi Biblioteche

Riproponiamo di seguito i quesiti rivolti più frequentemente dai soggetti pubblici e privati che intendono presentare domanda di contributo per il “Bando MAB” entro il 15 settembre 2022 e le risposte degli uffici regionali, per favorire una migliore comprensione di quanto richiesto. 


Sulla LR n. 17 del 16.5.2019

Il bando approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 928/2022 ai sensi della legge regionale n. 17 del 2019 sostituisce o affianca l'eventuale contributo che gli istituti culturali potevano ricevere in base alle domande che si presentavano per musei, biblioteche e archivi ogni anno entro il 31 gennaio (L.R. 50/1984, artt. 19, 36, 42)?
Il contributo annuale riferito agli articoli 19, 36 e 42 non esiste più, perché la LR 50/1984 è stata abrogata dalla LR 17/2019.
Gli istituti culturali veneti, adesso, devono fare riferimento alla LR 17/2019 ed, eventualmente, ad altre leggi regionali che non siano state abrogate da quest’ultima (l’elenco delle leggi abrogate è riportato nell’art. 40 della LR 17/2019).

Per i soggetti che avevano presentato la domanda ai sensi degli articoli 19, 36 e 42 dell’abrogata legge regionale n.50/1984 è possibile ripresentare la stessa istanza adattando i contenuti agli ambiti di intervento del nuovo bando?
Sì, è possibile utilizzando i nuovi moduli per l’invio dell’istanza e per la presentazione del progetto.  


Sulla DGR n. 928 del 26.7.2022

Cosa significa che “Ogni istituto culturale potrà presentare una sola domanda di contributo” per il “Bando MAB”?
Un ente titolare di più istituti culturali, anche dello stesso ambito (un Comune titolare di più biblioteche, per esempio), potrà presentare più progetti (per esempio, un progetto per la biblioteca centrale e uno per le biblioteche sedi distaccate), ma se un suo istituto culturale fosse già coinvolto in un’altra domanda di contributo (per esempio, in quella di una rete bibliotecaria provinciale o intercomunale), la domanda del Comune non verrebbe ammessa. La DGR 928/2022, infatti, per il “Bando MAB” non prevede che un istituto culturale possa ricevere più di un contributo.

È richiesto che gli interventi non siano già conclusi all’atto di presentazione della domanda…”:  significa che possono essere iniziati anche prima, vero?
Sì. Il progetto presentato sinteticamente nella domanda di contributo e descritto analiticamente nel modulo del progetto di dettaglio deve concludersi successivamente all’invio della domanda alla Regione, ma può certamente essere iniziato prima di allora.

Nel caso di attività avviate prima dell’invio della domanda ma comprese nel progetto per il quale si chiede il contributo, è possibile rendicontare spese già sostenute, autorizzate e liquidate prima della presentazione dell’istanza?
Sì, purché: a) le spese già liquidate siano relative all’esercizio corrente; b) vengano rendicontate anche spese relative ad attività realizzate a seguire la presentazione dell’istanza del presente bando.  


Sul “BANDO MAB” (“Allegato A” alla DGR n. 928/2022)

Art. 1 - Finalità

Quali sono i “requisiti” di cui parla il bando? Perché bisogna citarli?
Per il bando di quest’anno sono stati selezionati tre dei sette requisiti elencati e descritti nell’Allegato A alla DGR 1173/2020 e precisamente: “Requisito C - Accesso e fruizione al patrimonio culturale”; “Requisito E - Cura e gestione del patrimonio culturale”; "Requisito G - Gratuità dei servizi”.
L’elenco dei livelli minimi contenuti in questi tre requisiti è riportato anche nel modulo del progetto di dettaglio (pagg. 2-3).
Attenzione: il progetto presentato dovrà riferirsi ad almeno uno dei tre requisiti citati, pena la non ammissibilità della domanda. Per esempio: per musei, archivi e biblioteche l’apertura al pubblico è il primo dei requisiti elencati nella DGR 1173/2020 (“Requisito A - Continuità del servizio pubblico”). Ma se la domanda presentata alla Regione chiedesse un contributo per coprire le spese per pagare del personale per raggiungere il livello minimo settimanale di 12 ore di apertura al pubblico di una biblioteca o di un archivio, la domanda non verrebbe ammessa, perché il “Requisito A -  Continuità del servizio pubblico” non è tra quelli scelti dalla Giunta regionale nella sua deliberazione n. 928/2022.

Art. 3. Soggetti beneficiari

Quali sono gli istituti culturali riconosciuti ai sensi della LR 17/2019?
Sono i musei, gli archivi e le biblioteche veneti presenti nei rispettivi elenchi pubblicati nel Portale CulturaVeneto, collegati a due DDR, il 152/2022 e il 203/2022.
In base a quanto stabilito dalla LR 17/2019 e dalla DGR 928/2022, i contributi potranno essere assegnati solo agli istituti culturali riconosciuti.

Un Comune titolare di un istituto culturale che presenti domanda di contributo nel “Bando MAB” può presentare domanda per altri bandi?
Sì. Bisogna porre attenzione alle finalità di ogni singolo bando:

a) il “BANDO MAB” (DGR 928/2022) vuole “favorire il raggiungimento o il mantenimento di uno o più livelli minimi di funzionamento” riferiti soltanto ai tre requisiti indicati nella deliberazione
b) il “BANDO WELFARE E RIGENERAZIONE” (DGR 927/2022) vuole sostenere le “attività culturali e dello spettacolo a tema welfare e rigenerazione. [...] anche azioni specifiche dedicate ai musei, archivi e biblioteche, in particolare se svolte nei piccoli Comuni, per la loro funzione di presidio culturale e di centri di aggregazione sociale”
c) il “BANDO AUDIENCE DEVELOPMENT” (DGR 927/2022) vuole sostenere “progetti pilota di audience development, destinati a costituire buone pratiche, dedicati allo sviluppo della partecipazione delle diverse fasce di pubblico e in particolare di quella dei giovani, agli spettacoli e della frequentazione dei luoghi della cultura, sfruttando gli strumenti di contaminazione dei linguaggi espressivi e la multidisciplinarietà”
d) il bando “SOSTEGNO ALLE ATTIVITA’ CULTURALI” (DGR 929/2022) vuole sostenere le “attività di istituzioni, enti e soggetti culturali per studi e ricerche e per iniziative culturali, compreso il sostegno destinato a premi letterari, di architettura e artistici”
e) il bando “ARCHEOLOGIA” (DGR 965/2022) vuole sostenere la “valorizzazione del patrimonio archeologico veneto, mediante il sostegno ad attività di educazione al patrimonio culturale a tema”.  

Se il capofila di una rete bibliotecaria presenta domanda, un Comune della rete può presentare domanda per un progetto diverso riguardante la propria biblioteca?
No, perché, come indica la DGR 928/2022, “ogni istituto culturale può presentare una sola domanda di contributo”. 
La domanda viene presentata alla Regione dall’ente che ne è titolare o proprietario: per esempio, una biblioteca comunale presenta domanda attraverso il suo Comune di appartenenza.
Quindi, se la biblioteca di un Comune aderente a una rete di cooperazione fosse già presente nel progetto presentato dal capofila di quella rete, il Comune titolare di quella biblioteca non si vedrebbe ammessa una sua domanda di contributo anche se per un progetto diverso.

Se una rete presenta domanda, un Comune della rete può presentare domanda per un progetto diverso che coinvolga oltre la propria biblioteca anche il proprio Archivio o Museo?
No, perché la biblioteca comunale è già presente nel progetto della rete. 
Il Comune,  tuttavia, può presentare domanda per un archivio e/o un museo di cui è titolare o per progetti riguardanti le due singole tipologie di istituto o per un progetto “trasversale” che metta concretamente in relazione le due tipologie. 
Il progetto, per dirsi “trasversale”, deve avere qualcosa che accomuni gli istituti nel merito, non basta la partecipazione nominale alla progettualità nella scheda di dettaglio.

Se una rete bibliotecaria presenta domanda, deve presentare un progetto “nuovo” oppure può presentare l’attività ordinaria sotto forma di progetto?
Il capofila della rete bibliotecaria presenterà un progetto – nuovo o che richiami “l’attività ordinaria” a cui si riferiva l’art. 36 della LR 50/84 - che rientri in almeno uno dei tre requisiti individuati dalla DGR 928/2022. Indispensabili saranno la coerenza e la corrispondenza del progetto coi requisiti indicati nella DGR 928/2022 e con i livelli minimi di funzionamento elencati nella DGR 1173/2020 e riportati nel modulo del progetto di dettaglio.

Se una rete comprende anche biblioteche museali e di archivi, si può intendere che il progetto che presenterà il capofila coinvolga istituti di diversa tipologia o è una forzatura?
È una forzatura: il bando non parla di “biblioteche di diversa tipologia funzionale”, ma di istituti culturali di settore (=tipologia) diverso. 

Se un Comune appartiene a una rete già costituita, può "dissociarsi" dalla rete stessa e presentare autonomamente un progetto?
Sì. In questo caso, però, il progetto della rete di appartenenza di questa biblioteca non dovrà contemplarla.
In particolare: nel compilare il progetto di dettaglio, il capofila di rete non conteggerà:

  • la biblioteca in questione (=istituto culturale cui ci si riferisce a pag. 7 del modulo del progetto di dettaglio)
  • la popolazione del Comune di appartenenza di questa biblioteca
  • l’ente Comune titolare di questa biblioteca

La rendicontazione finale presentata dal capofila di rete non dovrà riguardare questa biblioteca, il cui Comune titolare, quindi, non dovrà poter beneficiare in quota parte dei contributi assegnati dalla Regione.

Un Comune che sia titolare di un museo, un archivio e una biblioteca può presentare una domanda di contributo per questi istituti?
Sì. Può farlo nei modi seguenti: 

a) presentando una domanda con un progetto che li accomuna tutti e tre in attività o iniziative integrate volte al raggiungimento di uno o più livelli minimi scelti dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 928/2022: in tal caso, il progetto si definisce “trasversale”
b) presentando due domande, dove in una vengono accomunati due istituti in attività integrate e nell’altra è presente solo il terzo istituto: anche in questo caso, per la domanda con due istituti coinvolti il progetto risulta “trasversale”
c) presentando tre domande distinte, una per istituto

Ribadiamo che il Comune, in tutti e tre i casi, dovrà fare attenzione che i suoi istituti non siano già presenti in altre domande di contributo, come per esempio potrebbe succedere nel caso di una biblioteca comunale che comparisse nella domanda del capofila della rete di appartenenza, perché la domanda del Comune non verrebbe ammessa.

Art. 4 - Requisiti di ammissibilità

Cosa vuol dire precisamente che gli interventi proposti dovranno “essere realizzati entro il 31.12.2022”?
Significa che i progetti dovranno essere conclusi e rendicontati entro il 31.12.2022; quindi, entro questa data, dovrà essere possibile anche documentare quanto fatto, i risultati raggiunti e le spese sostenute.

Art. 15 - Spese ammissibili

Le tipologie elencate nella voce spese ammissibili sono solo esemplificative oppure sono esaustive?
Sono indicate “a titolo esemplificativo”, come scritto all’inizio dell’art. 15 del bando.

È ammissibile una domanda di contributo che preveda un progetto di informazione e valorizzazione del museo, dell'archivio o della biblioteca consistente nell'acquisto e installazione esterna all'istituto culturale di segnaletica che indirizzi l'utente e lo informi sui suoi servizi?
Sì, se l'acquisto della segnaletica è presentato nel progetto quale parte integrante di un intervento più complessivo volto a favorire l'informazione/comunicazione e la valorizzazione dell'istituto e, più in generale, l'accessibilità all'istituto. 

Saranno ammesse anche le spese per il personale dipendente di un ente pubblico? Come faremo a rendicontarle?
Sì per le ore di lavoro impiegate per le attività descritte nel progetto. Nel modulo di rendicontazione il responsabile della struttura dichiarerà il costo delle ore di lavoro del personale dedicato.

La spesa per il noleggio di strumentazioni tecnologiche e applicativi informatici giustificati dal progetto è ammessa?
Sì, se la finalità del noleggio non è di acquistare, dopo alcuni anni, il bene strumentale (es.: leasing).

Le spese previste per la movimentazione di beni (es.: dal deposito allo spazio espositivo o di consultazione) possono rientrare tra le voci ammissibili?
Sì, se si tratta di spese correnti strettamente connesse al progetto per il quale si chiede il contributo.

Sono ammissibili spese previste per ampliare l’accessibilità al patrimonio culturale quali didascalie e pannelli con QRcode e podcast o sono considerati applicativi informatici e, pertanto, ricadenti tra le spese non ammissibili?  
Sono ammissibili in quanto rientrano tra le voci elencate per il requisito “Accesso e fruizione del patrimonio culturale”, per le quali non è specificato come sono realizzati tali strumenti di orientamento e di informazione comprendendo in tal modo sia modalità tradizionale sia tecnologicamente avanzate.


Sul modulo del progetto di dettaglio

Nel caso di un progetto di rete, devono essere compilate tutte le sezioni del modulo o solo la parte riservata alle reti?
Il modulo è unico per tutte le tipologie di istituti e quindi, potenzialmente, compilabile in tutte le sue parti. Il capofila di rete compilerà il progetto di dettaglio rispondendo per ciò che riguarda il suo progetto. Per esempio, se il progetto della rete bibliotecaria non prevede il coinvolgimento di archivi o musei, non cliccherà su nessun quadratino nella sezione “b) Trasversalità rispetto alle tipologie di istituto” di pagina 6 del modulo del progetto di dettaglio.

È possibile corredare il progetto di dettaglio con altri materiali allegati?
No. Bisogna descrivere il progetto, indicarne gli obiettivi e le modalità realizzative, prefigurarne i risultati, ecc. all’interno del solo modulo del progetto di dettaglio. Unica eccezione: l’eventuale autorizzazione della Soprintendenza, se richiesto dal progetto.

Ultimo aggiornamento: 01-09-2022