Dolomiti Blues&Soul festival: T42 – Francesca Bertazzo & Beppe Pilotto

Un duo prestigioso, storico e collaudato, per un viaggio musicale elegante, estremamente fluido e swingante, in una location unica

Musica, arte, cultura, gastronomia, impegno sociale, scoperta del territorio e delle sue eccellenze. Oltre 20 appuntamenti, 14 concerti, più di 50 musicisti, 12 palchi tra le montagne più belle del mondo: Le Dolomiti della provincia di Belluno, patrimonio Unesco. Questo è il Dolomiti Blues&Soul festival.

T42 – Francesca Bertazzo & Beppe Pilotto
Il duo e’ guidato dalla cantante e chitarrista Francesca Bertazzo Hart, artista presente da vent’anni nella scena jazzistica italiana e internazionale. Diplomata al C.P.M. di Milano in canto jazz con massimo dei voti più nota di merito nel 1997, ha poi proseguito gli studi presso il college Manhattan School of Music di New York. La permanenza di quattro anni nella capitale del jazz le ha dato la possibilità’ di collaborare con svariati musicisti americani e di esibirsi in innumerevoli clubs e festivals. Ritornata in Italia nel 2001, ha collaborato con i più’ importanti nomi del jazz italiano, suonando e cantando in svariati festival jazz e clubs. Intensa e’ anche l’attività nel resto dell’Europa con concerti in: Polonia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Lituania, Lettonia e Francia.
Beppe Pilotto, contrabbassista di fama nazionale, vanta numerose collaborazioni con musicisti italiani e americani e si distingue per la sua capacita’ di supporto ritmico e armonico.
Inizia lo studio del basso elettrico da autodidatta nel 1986 e successivamente del contrabbasso presso la scuola “Gillespie” di Bassano del Grappa, sotto la guida di Giko Pavan ed in seguito con Cameron Brown e Andy McKee. Ha suonato con varie formazioni in Italia, Francia, Austria, Germania, Slovacchia, Giappone, Lettonia, Polonia, Lituania, Slovenia e negli Stati Uniti D’America in clubs, teatri e festivals; ha collaborato con vari musicisti tra i quali: Sherry Williams, Dave Stryker, Robert Bonisolo, Danilo Memoli, Michael Loesch, Glauco Masetti, Bireli Lagrane, Paolo Birro, Carlo Atti, George Cables, Gianni Cazzola, Michele Hendricks, Paolo Tomelleri, Sandro Gibellini, Jhon Rodby, Enzo Scoppa, ecc.

Ingresso: Offerta libera

Ore 17.00 Visita guidata alla casa natale di Tiziano

Dettagli

Date

Il: 17/07/2022

Ora

Domenica: 18:00

Location

Casa natale di Tiziano

Indirizzo

Via Arsenale, 4

Comune

Pieve di Cadore

Provincia

BL

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Musei

CASA NATALE DI TIZIANO VECELLIO

La residenza familiare che vide venire alla luce il pittore Tiziano Vecellio è un solido edificio cadorino del XV secolo, in via Arsenale a Pieve di Cadore. All’epoca della costruzione rappresentava una dimora tipica di una famiglia locale distinta, che annoverava, tra i suoi componenti, personaggi di prestigio: notai, mercanti di legname, incaricati della gestione della cosa pubblica. La situazione attuale invece è il risultato di interventi – commissionati dalla Magnifica Comunità di Cadore, proprietaria dal 1926 dell’immobile - all’ing. Giuseppe Palatini di Pieve di Cadore, ed eseguiti ancora nel 1928-30, con la demolizione dell’avancorpo anteriore, frutto di un ampliamento realizzato a metà del Settecento dai proprietari del tempo, che aveva avuto l’effetto di nascondere l’antica facciata. Con l’intervento di demolizione tornarono alla luce le antiche porte e finestre dell’edificio originario, aperture di dimensioni ridotte, peculiari del XV secolo. L’edificio odierno è composto da due piani in muratura, dalla planimetria irregolare, con ballatoi, scala esterna in legno e tetto a due falde con copertura a scàndole. Al pianterreno l’ampio locale con pavimento in legno a tronchetti ospita una raccolta di riproduzioni della collezione di disegni tizianeschi della Galleria degli Uffizi di Firenze e documentazione relativa al Pittore. Al piano superiore cinque suggestivi vani dove probabilmente Tiziano visse l’infanzia e, successivamente - dopo il suo trasferimento a Venezia - ogni volta che faceva ritorno in patria. In questi ambienti arcaici aleggia ancora lo spirito dell’artista: lo si percepisce nella cucina con il grande foghér (focolare) e cappa, con annesso locale di servizio, nelle camere e soprattutto nell’intimo della stùa, foderata di legno e con il rustico soffitto a cassettoni.   (...)