Montagna Sacra

Mostra curata da Stefano Cecchetto e dedicata al tema della montagna nella sua rappresentazione; il paesaggio si trasforma in qualcos’altro: un luogo dell’anima pieno di speranza e pace, lontano dal banale quotidiano. Una sequenza di circa quaranta opere che, partendo da quattro capolavori del Rinascimento italiano (XV sec. - XVI sec.), a firma Raffaello, Tiziano, Romanino e Padovanino, presenta opere di artisti che hanno saputo descrivere al meglio questo sentimento.

Un paesaggio visto, o intravisto, attraverso quel mezzo straordinario che è la pittura. “… La montagna come simbolo, viatico verso altre dimensioni, supremo confine tra il visibile e l’oltre, muro invalicabile davanti al quale si afferma ogni nostra incertezza…in quell’atmosfera di silenzio e di distacco che essa segna…”

dal lunedì al venerdì, 10.30-12.30/15.30-19.30

Prezzo del biglietto: € 6,00

Un paesaggio silente tra il bianco e il colore.

Dettagli

Date

Dal: 09/02/2021 Al: 05/04/2021

Location

Museo Mario Rimoldi, Cortina d'Ampezzo

Indirizzo

Corso Italia, 69

Comune

Cortina d'Ampezzo

Provincia

BL

Email

museo@regole.it

Museo correlato

Musei

MUSEO D'ARTE MODERNA MARIO RIMOLDI

Il Museo è stato inaugurato nel 1974 a seguito della donazione pervenuta alle Regole d'Ampezzo da parte di Rosa Braun, vedova di Mario Rimoldi, collezionista di Cortina d'Ampezzo. Artisti come de Pisis, De Chirico, Sironi, Campigli e Music, frequentatori della conca ampezzana, instaurano con il collezionista Mario Rimoldi una fruttuosa amicizia. Nel 1941, quando si apre a Cortina la prima Mostra delle collezioni d'arte contemporanea, la collezione di Mario Rimoldi è già delineata: spiccano gli splendidi de Pisis, i Morandi, i Semeghini, i Rosai, i Campigli, i Sironi, il Garbari, il Severini, il Tosi e il Guidi. Nel dopoguerra entrano nella collezione le opere sperimentali di artisti già rappresentati con quadri figurativi. Il collezionista s'interessa ad artisti legati al filone figurativo e all'ambiente veneto, come Cadorin, Cesetti, Saetti, Tomea e Depero, con aperture anche verso nuovi movimenti che si vanno formando fuori dal Veneto. La collezione si arricchisce de La Zolfara di Guttuso e di opere dei protagonisti della nuova sperimentazione, come Corpora, Crippa, Dova, Morlotti, Music, Santomaso, Vedova. Scopre anche artisti stranieri, come Kokoschka, Leger, Villon, Zadkine, e si accosta ai protagonisti delle neoavanguardie, agli astratti degli anni Cinquanta. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dichiarato la collezione di interesse culturale per essere l'esito di un'attività collezionistica sviluppatasi in un cinquantennio e tale da costituire uno degli insiemi più significativi in Italia per l'arte del XX secolo; per la presenza di alcuni capolavori di autori come Savinio, Garbari, Depero, Guttuso e di alcuni consistenti nuclei che risultano imprescindibili per lo studio di de Pisis, Sironi, De Chirico, Semeghini, Tomea, Tosi, Campigli. Nell'esposizione permanente spiccano la Chiesa di Cortina e il Soldatino francese di de Pisis, le Bagnanti di Carena, lo Squero di San Travaso di Semeghini, la Zolfara di Guttuso, il San Sebastiano di Garbari, l'Ile des charmes di Savinio e il Concerto di Campigli. (...)